Sono lieto di condividere con voi il commento scritto dal giornalista Davide Agazzi, scritto dopo avere ascoltato in anteprima il nuovo Album neoclassico "The Wood of Kites" di ormai prossima pubblicazione!
"Basterebbe forse chiudere gli occhi e immaginare uno spartito, quell’alfabeto di pallini neri che danzano con esili stanghette su impercettibili binari paralleli, per comprendere come sia sottile e fragile il rapporto tra i sentimenti e l’espressività, che poi sono la vita. Un filo sottile come può essere quello che lega un bambino all’aquilone che gioca nel vento, quell’alito di danza tra il cielo e la terra. E se tutto questo avesse un profumo sarebbe l’essenza dei brani che Corrado Rossi ci propone in The Wood of Kites, il bosco degli aquiloni appunto.
Una macchia di arbusti giganti dalla quale si intravedono sprazzi di luce, raggi di sole filtrati tra i rami e che accompagnano l’ascoltatore fino al confine di una radura, dove l’agile funambolo delle note, Corrado Rossi, permette a ognuno di essere dei veri aquiloni e di spiccare il volo. È forse lo stesso compositore “l’uomo degli aquiloni” che dispensa carte colorate, fili, aste di bambù perché chiunque ascolti le sue note possa vestirsi di leggerezza e librarsi nell’aria, lasciando che il cuore si apra alle divinità del cielo. Si narra che in Estremo Oriente gli aquiloni fossero proprio utilizzati per la consegna di messaggi augurali o di buon auspicio e secondo una credenza popolare, una maggiore altezza sia portatrice di fortuna. Alla nascita di un figlio maschio, in occasione della Festa dei Bambini che si celebra in Giappone il 5 maggio, si lancia un aquilone recante il suo nome, assieme alla raffigurazione del guerriero leggendario Kintaro, tartarughe e gru, per assicurare al neonato longevità, forza e salute.
Il compositore ci invita ad essere noi stessi aquiloni e il viaggio che si intraprende, lasciandosi cullare dalla brezza, ci porta ad alte scogliere dove è facile imbattersi in raffiche di venti più impertinenti che ci spingono ad accarezzare il mare e a giocare sulla battigia per riprendere possesso di noi.
Chi intraprende un viaggio sa sempre che c’è da riservare una pagina bianca sul taccuino della vita, per annotare un imprevisto, una novità, una sorpresa, o un incontro inaspettato per un “tè per due” che può farsi desiderio perenne. Perché l’altro non ci abbandoni mai, ma stia qui, accanto a noi fino al prossimo viaggio nei vicoli di Napoli o per attendere sospesi il primo bagliore del mattino.
Non credo ci debbano essere titoli di coda, come suggerisce questo percorso musicale che non si vorrebbe terminasse mai, forse è solamente un inganno quel brano che alla fine ci offre Corrado Rossi. È più un invito a vivere le emozioni fino in fondo, a lasciare spazio al cuore, a credere che basti un aquilone per mandare messaggi propizi al cielo o d’amore alle persone amate. Un suggerimento intriso di poesia in un tempo dove la tecnologia ha sterilizzato con filtri sofisticati il contatto con l’altro. Un invito che sottolinea la sensibilità unita al talento di Corrado Rossi che, giunto alla sua maturità artistica, può dispensare questo suo dono senza badare a nessun dosaggio o misura. Il filo sottile che lega gli aquiloni ai bambini è per similitudine il legame che unisce l’uomo – sospeso tra terra e cielo – alla vita. E ancora congiunge, nell’imprevedibilità del vento, ad altri aquiloni, ad altre persone. Seppur sottile quel filo ha una colonna sonora: quella che Corrado Rossi ci propone in The Wood of Kites."
Ed ora ecco alcune altre recensioni che riguardano la mia musica:
Ciao!
Eccomi con un altro artista veramente valido. E' un altro italiano e vive a
Bergamo. Si chiama Corrado Rossi ed è un eccellente pianista, ricco di buon
gusto, tra le cui influenze notiamo Mike Oldfield, Alan Parsons, Keith Jarreth,
Jean-Michel Jarre e Dave Grusin.
Organico e ricco di sonorita' e dettagli, il sound di questo artista emergente
e' meravigliosamente intrecciato con atmosfere d'ambiente ben congegnate. Il suo
primo CD dovrebbe essere disponibile entro la fine dell'anno e vi terro'
aggiornati a riguardo: ne vale decisamente la pena!
"Eclipse": Un'atmosfera calda e sensuale come una notte d'estate, ricca di mistero e di atmosfere soffuse, questo e' il brano che per primo ho ascoltato di questo artista ricco di talento. Se in parte richiama le migliori atmosfere di Mike Oldfield, e' pero' assolutamente originale e ben strutturato. Eccellente l'uso delle voci femminili a riscaldare un'atmosfera resa gia' sexy dalla musica. Eclipse e' un gioiellino che varia in continuazione, ben costruito e ben organizzato, con suoni splendidi e che denota buon gusto ed eccellenti qualita' musicali.
"Domani": Un brano che esemplifica come questo autore riesca a modellare la musica sulle emozioni (il miglior tipo di concezione, a mio avviso). Speranza, nella fattispecie, traspare da tutte le note. Anche qua, le diverse linee musicali si intrecciano alternando uno stile che ci richiama il tema di "Millennium" di Mark Snow (intorno ai 3 minuti) e "Islands" di Mike Oldfield, ma solo per le atmosfere che sa abilmente intessere. Un altro gran gioiellino dove ogni linea (melodica o ritmica) non e' abbandonata a se' stessa ma e' ben costruita e deliziosamente suonata. Adoro specialmente il suo tocco delicato sul pianoforte.
"Message From
Earth" e' la riprova che questo artista ha buon gusto. Atmosfere
malinconiche di chitarra si intessono ad annunciare un adorabile pianoforte,
delicato e d'ambiente, a partire da 2 minuti, dove il brano assume se possibile
una connotazione ancora piu' d'atmosfera.
Tenetelo d'occhio: presto uscira' il suo CD,
che e' imperdibile! (Tree_go_mee_ro,
www.macitynet.it)
... si percepiscono emozioni rassicuranti ed atmosfere calde, insieme ad una inquietudine di fondo che arriva dritta al cuore. (Veronica Ghelardi, Pisa)
"Constellations" Da Alan Parsons al futuro. Se questo Album ci ricorda da vicino il meglio degli Alan Parsons Project (cosa che sembra tra le altre cose proprio un "tribute" nelle stesse intenzioni degli artisti, specialmente ascoltando gli eccellenti "Pegasus" e Day by day", dove la voce davvero ci ricorda quella di Eric Woolfson), ha comunque spunti di stile inconfondibile ed originale che lo rendono una vera perla. Meraviglioso e raccomandato non solo a chi da tempo sogna un nuovo Album di Alan Parsons (e questo potrebbe essere ciò che ci manca da tempo)ma anche a chi ama la buona musica elettronica. (Tree_go_mee_ro)